Ibriwolf: tavolo tecnico provinciale per la riduzione del randagismo

PROVINCIA DI GROSSETO, ASL9, LEGAMBIENTE, ENPA, LAV, WWF, ARCI, ARCIPET, COMUNE DI MANCIANO, UNIONE DEI COMUNI DELL’AMIATA GROSSETANO, CONFAGRICOLTURA, ATC GR06, ATC GR07, ARCICACCIA, sono i componenti che, al momento, hanno aderito al Tavolo Tecnico Provinciale per la riduzione del randagismo canino, insediatosi il 25 settembre  con lo scopo di dare concreta applicazione alle azioni di prevenzione, riduzione e monitoraggio indicate nel Piano Provinciale approvato dalla Provincia di Grosseto nel 2014, nell’ambito del Progetto Life Ibriwolf.

Nel corso della riunione di insediamento, a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia, i rappresentanti di ASL9 (Madrucci), LEGAMBIENTE (Mento), LAV (Bottinelli), WWF (Pezzo), ARCIPET (Nucci), Confagricoltura (Passalacqua), ATC GR06 (Strianese), e ARCICACCIA (Masetti) si è definito il ruolo del Tavolo, che avrà il compito di stimolare buone idee ed azioni concrete che vadano nella direzione di ridurre i costi a carico dei contribuenti per il mantenimento dei cani nelle strutture convenzionate con i canili (sul territorio provinciale si spende circa 1,2 milioni di € ogni anno), di contenere le aggressioni nei confronti degli allevatori di ovini nelle zone rurali a rischio (solo nei primi 8 mesi del 2014 sono state segnalate all’Asl 78 predazioni), di tutelare e di elevare il benessere dei cani, anche mediante l’incremento delle adozioni da parte dei cittadini (mediamente sono presenti nei canili circa 700 cani) e di salvaguardare il lupo, la cui identità genetica, con i cani vaganti in libera circolazione, viene messa seriamente a rischio.

Tra le azioni previste nel Piano da mettere prioritariamente in pratica, mediante lo stanziamento di fondi appositi da parte degli enti competenti (Regione Toscana, Comuni, Progetti Life), il tavolo ha indicato:
a)     Il controllo della riproduzione, mediante sterilizzazione, che previene la nascita di cani non desiderati può essere d’aiuto nel bilanciare la richiesta di cani con la dimensione della popolazione canina, con effetto diretto sulla crescita della popolazione di cani vaganti. Al fine di ottimizzare l’uso delle risorse, occorre soprattutto che il controllo sia indirizzato verso quegli individui o gruppi di individui maggiormente produttivi e che maggiormente rappresentano una sorgente di cuccioli non desiderati (e quindi spesso di cani vaganti), ovvero i  cani di proprietà allevati in ambiente rurale. A questo proposito, con il piano attuativo locale previsto dalla delibera di Giunta Regionale Toscana n. 354/2014 e dal decreto dirigenziale regionale n. 3582/2014, la Regione Toscana potrà rendere disponibili risorse per effettuare la sterilizzazione dei cani di proprietà, su base volontaria, delle aziende agricole zootecniche della provincia di Grosseto, collocate nelle zone più a rischio di ibridazione con il lupo, tramite convenzioni con l’ordine dei medici veterinari della provincia. Inoltre, sempre tramite convenzione con tale ordine, sarà offerta ai proprietari dei cani allevati in ambiente rurale la loro sterilizzazione a tariffe agevolate.
b)    A chi adotta un cane viene garantita un’assistenza veterinaria minima annuale per i primi 3 anni, con il duplice obiettivo di favorire le adozioni in canile, ma anche di esercitare un moderato controllo sanitario e post-adozione. I fondi potrebbero provenire dal “contributo per l’adozione” che alcuni Comuni stanziano, anche se con esiti nulli, o, nel peggiore dei casi, negativi (facilitando cioè meccanismi di speculazione);  Il “contributo per l’adozione” non sarebbe più quindi un incentivo diretto in denaro, ma troverebbe in questo modo un’utile riconversione in una forma indiretta che favorisca le adozioni. Ci si aspetta di diminuire il numero di cani presenti in canile (e le relative spese di mantenimento per le Amministrazioni comunali) ed al tempo stesso si effettuerebbe un controllo sanitario degli stessi, prolungato nel tempo.
c)    Interventi di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e tra la popolazione locale, favorendo anche azioni in sinergia tra e con i gruppi di interesse (Associazioni ambientaliste/animaliste/cacciatori), con lo scopo di aumentare il grado di cultura etologica della cittadinanza, la consapevolezza generale dei servizi e degli obblighi di legge. 
d)    Realizzazione da parte di tutti i Comuni della Provincia di Grosseto di un book fotografico, in rete, dei cani presenti nei canili e disponibili per l’adozione, da pubblicizzarsi sia sul sito del canile che su quello dei Comuni stessi (oltre ad un link sul sito della Provincia di Grosseto). Deve inoltre essere facilmente consultabile, ad esempio con menu a tendina per sesso, fascia di età e taglia, oltre che aggiornato di frequente. 
Il Piano provinciale per la riduzione del randagismo indica il quadro normativo di riferimento, l’entità del fenomeno in Italia, Toscana, e in provincia di Grosseto, e le azioni per contrastarlo.
Adottando tutte le misure proposte nel Piano si potrebbe ottenere un risparmio per i contribuenti compreso, su scala provinciale, tra 700 mila euro e un milione e 200 mila euro. Su scala nazionale il risparmio sarebbe di oltre 100 milioni di euro. I membri del tavolo tecnico, che è sempre aperto a nuove adesioni, non percepiscono alcun gettone di presenza.

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