Allevatori in Portogallo

Una riflessione sull’esperienza internazionale

Obiettivo del workshop: individuare le buone pratiche per prevenire i danni, tutelare e incrementare la produzione nei “paesi del lupo”.  Arrivati in Portogallo, gli allevatori italiani hanno avuto modo non solo di scambiare pareri professionali ed esperienze con i colleghi iberici, ma anche di visitare diverse aziende per entrare a contatto con una realtà che, analogamente all’Italia, si sta confrontando con il ritorno spontaneo del lupo. Le aziende visitate, al pari delle colleghe italiane, si sono dotate delle misure antipredatorie Medwolf, dichiarandosi soddisfatte ma senza nascondere, in alcuni casi, l’impegno economico e professionale che l’adozione di queste strutture comporta. Su questi temi gli allevatori hanno avuto modo di confrontarsi e di ampliare le rispettive esperienze grazie alle testimonianze dei propri colleghi, alcuni dei quali hanno raccontato come la propria azienda abbia “integrato” la presenza del lupo nelle proprie attività facendola diventare, oltreché un problema da risolvere, una nuova opportunità economica e uno spunto di attrazione turistica.

“Un’occasione unica”, racconta Valeria Salvatori – coordinatrice di Medwolf - riferendosi alla trasferta portoghese “non solo a livello professionale, ma anche a livello sociale. L’interesse per la professionalità di paesi diversi si è presto unita ad un clima amichevole che speriamo possa rafforzarsi collaborativamente nel tempo”. Un’esperienza che i professionisti italiani hanno saputo utilizzare al meglio, spiega la dott.ssa Salvatori, dimostrandosi estremamente interessati e partecipativi. “L’atteggiamento dimostrato”, prosegue, “ha fatto pensare che un maggior coinvolgimento delle aziende nel progetto, non solo come destinatarie delle strutture di prevenzione, ma come collaboratrici attive in diverse attività, possa essere determinante per la buona riuscita e per una reale efficacia del progetto”.

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