Avanzamento progetto

AZIONE A2 - Indagine ex-ante della presenza del lupo nelle aree di progetto portoghesi

Lo scopo di questa azione, avviata a dicembre 2012, era l'acquisizione di dati relativi alla presenza di lupo nella porzione portoghese dell'area di studio e la creazione di una banca dati genetica per il lupo a livello locale (analisi genetiche per la determinazione dei genotipi). Le attività di monitoraggio sono state eseguite da Grupo Lobo e si sono concluse nel mese di dicembre 2013. Le analisi genetiche sono invece state svolte sotto la responsabilità del laboratorio di analisi dell’Instituto Nacional de Investigação Agrária e Veterinária.

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La presenza del lupo è stata indagata attraverso:  transetti per la raccolta degli escrementi, anche con l'ausilio di cani addestrati per la ricerca di segni di presenza del lupo, posizionamento di fototrappole a raggi infrarossi, attività di wolf howling (tecnica che consente di ottenere informazioni in merito alla presenza di branchi di lupi in un'area sfruttando la tendenza naturale della specie a rispondere ad una stimolazione acustica di ululati registrati).  Grazie ai transetti sono stati raccolti campioni di escrementi e di saliva, che sono stati inviati al laboratorio per essere sottoposti ad analisi genetiche. Sono inoltre stati effettuate interviste ad allevatori di aziende zootecniche che hanno subito attacchi da lupi e sopralluoghi.

Nel marzo 2015 è stato redatto il report finale da parte di Grupo Lobo e dell’Instituto Nacional de Investigação Agrária e Veterinária.

 

AZIONE A3 - Rilevamento ex-ante dei danni subiti nelle aree di progetto portoghesi

L'azione A3 aveva l'obiettivo di acquisire informazioni relative al conflitto tra la presenza del lupo e le attività zootecniche in Portogallo: essa si è svolta sotto il coordinamento di ESACB ed ha coinvolto anche il personale di Grupo Lobo.

Nella prima fase dell'azione sono stati acquisiti i dati relativi ai danni pregressi dall' Instituto de Conservacao de Naturaleza e das Florestas. Una volta acquisiti i dati, è stato definito un questionario che è stato sottoposto a 50 aziende zootecniche che avevano subito danni. Il questionario è stato ultilizzato per comprendere le modalità di gestione del bestiame domestico: i risultati acquisiti hanno costituito un elemento importante per la programmazione  dell’affidamento dei sistemi di prevenzione dei danni realizzato nell’ambito delle azioni C1 e C3 . 

AZIONE A4 - Rilevamento ex-ante dei danni subiti nelle aree di progetto italiane

L’azione, realizzata tra gennaio 2013 e gennaio 2014, ha avuto l’obiettivo fondamentale di descrivere l’estensione e l’entità del conflitto tra le attività zootecniche locali e il lupo, nonché di pianificare l’affidamento delle misure di prevenzione dei danni agli allevatori realizzato nell’ambito delle Azioni C2 e C4.
Essa è stata svolta attraverso:
- un’analisi dei danni causati dai canidi in provincia di Grosseto nel periodo 2007-2012 sulla base dei dati resi disponibili dal Co.di.Pra Toscana e, per quanto riguarda l’anno 2012, prendendo in considerazione anche le segnalazioni che la ASL comunica alla Provincia.
- un’indagine realizzata attraverso delle interviste dirette agli allevatori locali per capire le modalità di gestione del bestiame domestico con particolare riferimento all’utilizzo di sistemi di prevenzione dei danni. Per questo motivo è stato predisposto e condiviso un apposito questionario che è stato sottoposto a 150 allevatori locali.
Alla realizzazione di quest’azione hanno contribuito Istituto di Ecologia Applicata, Provincia di Grosseto, C.I.A, Coldiretti e Confagricoltura.

AZIONE A5 - Stima delle potenziali aree di espansione per il lupo in Portogallo

L'obiettivo dell’azione A5, coordinata ed eseguita da Grupo Lobo è stato quello di produrre un modello per la idoneità ambientale per il lupo nelle aree di studio del Portogallo. Durante la prima fase dell'azione sono stati acquisiti i dati di presenza del lupo, i dati cartografici relativi alle principali variabili ambientali come, l’uso del suolo, la copertura vegetazionale, l’altimetria ma anche la localizzazione delle aziende zootecniche, e dei centri abitati. Si è quindi passati alla vera e propria fase di analisi che ad oggi ha prodotto un modello preliminare, che andrà implementato ed integrato con tutte le altre informazioni che saranno acquisite nel corso del progetto.

Questo modello costituisce uno strumento importante per identificare le aree di futura espansione della specie sul territorio e quindi le aree di potenziale conflitto con le attività economiche locali.

Il report d’attività associato al modello, che tra l'altro ne spiega l'utilizzazione e le potenzialità applicative da un punto di vista gestionale, è attualmente in fase di stesura e sarà poi pubblicato sul sito del progetto.

Nel mese di Maggio 2015 il partner Grupo Lobo ha aggiornato il modello GIS con dati raccolti nel proseguimento dell’az. A2 (2014) e prodotte nuove mappe. Report in fase di conclusione.

AZIONE A6 - Stima delle potenziali aree di espansione per il lupo tra Appennino e pianura in provincia di Grosseto

L'obiettivo dell’azione A6, coordinata ed eseguita da Istituto di Ecologia Applicata è stato quello di produrre un modello per la idoneità ambientale per il lupo in provincia di Grosseto. Durante la prima fase dell'azione sono stati acquisiti i dati di presenza del lupo, i dati cartografici relativi alle principali variabili ambientali come, l’uso del suolo, la copertura vegetazionale, l’altimetria ma anche la localizzazione delle aziende zootecniche, e dei centri abitati. Si è quindi passati alla vera e propria fase di analisi che ad oggi ha prodotto un modello preliminare, che andrà implementato ed integrato con tutte le altre informazioni che saranno acquisite nel corso del progetto.

Questo modello costituisce uno strumento importante per identificare le aree di futura espansione della specie sul territorio e quindi le aree di potenziale conflitto con le attività economiche locali.

Il report d’attività associato al modello, che tra l'altro ne spiega l'utilizzazione e le potenzialità applicative da un punto di vista gestionale, è attualmente in fase di stesura e sarà poi pubblicato sul sito del progetto.

L'azione è stata ultimata e verrà realizzata una nuova mappa di idoneità per il lupo utilizzando i dati recenti di presenza della specie nell'area di studio.

AZIONE A7 - Corso di formazione per il rilevamento della presenza del lupo e delle attività di uccisione illegale del lupo in Portogallo

L’azione, coordinata da Grupo Lobo, ha avuto come obiettivo la formazione di personale coinvolto a più livelli nella gestione del lupo (tecnici e personale delle amministrazioni pubbliche) sugli aspetti connessi al rilevamento di segni di presenza della specie e alle attività per contrastare il bracconaggio.
Sono state realizzate due sessioni di formazioni distinte. La prima ha affrontato gli aspetti connessi al monitoraggio per la presenza del lupo (indagine di campo e tecniche genetiche) e le attività antibracconaggio. La seconda ha invece affrontato in maniera specifica le tecniche di indagine per il monitoraggio del lupo, prevedendo una lezione teorica ed una esercitazione pratica per il rilevamento di tracce ed escrementi del lupo. Nel corso della esercitazione pratica è stata realizzata una dimostrazione della utilizzazione di alcune delle principali tecniche utilizzate per il monitoraggio del lupo, come la tecnica dell'ululato indotto (wolf howling), l'uso di fototrappole e del detection dog.

AZIONE A8 - Corso di formazione per il rilevamento della presenza del lupo e delle attività di uccisione illegale del lupo in Italia

L’azione, coordinata dalla Provincia di Grosseto, ha avuto l’obiettivo di formare il personale dei Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Provinciale e della Polizia Municipale sulle tecniche per il monitoraggio della presenza del lupo, e sull’impiego dei nuclei cinofili antiveleno per contrastare il bracconaggio. A tale scopo, sono state realizzate due sessioni di formazione distinte.
Il primo corso di formazione, relativo alle tecniche di monitoraggio della presenza del lupo, ha previsto una sezione teorica e una parte pratica realizzata nel Parco regionale della Maremma, durante la quale è stata realizzata una dimostrazione sul campo dell’applicazione delle tecniche d’indagine. La seconda sessione di formazione è stata condotta dallo staff del progetto LIFE ANTIDOTO: anche in questo caso, la giornata si è articolata attraverso una parte teorica e una parte pratica in cui è avvenuta una dimostrazione dell’impiego dei cani nella ricerca del veleno. L’azione è propedeutica all’istituzione di un nucleo cinofilo antiveleno (Azione C6) che sarà operativo sul territorio provinciale.

AZIONE A9 - Corso di formazione per l'accertamento dei danni al bestiame in Portogallo

L'azione A9, coordinata da Grupo Lobo, ha previsto la realizzazione di un corso di formazione destinato ai veterinari e finalizzato alla determinazione delle evidenze (genetiche e necroscopiche) per risalire al predatore responsabile nel caso di bestiame ucciso. Il corretto accertamento del danno costituisce infatti un requisito fondamentale per capire, stimare e valutare il reale impatto del lupo sulle attività zootecniche locali.

I momenti formativi hanno coinvolto guardie e tecnici delle aree protette, membri di ALDEIA e veterinari.

AZIONE A10 - Corso di formazione per l'accertamento dei danni al bestiame in Italia

L’azione, coordinata dalla Provincia di Grosseto, ha avuto l’obiettivo di formare personale a livello locale - in particolare personale veterinario - che possa essere impiegato nell’accertamento dei danni causati al bestiame domestico da canidi.
L’apposito corso di formazione è stato articolato in due giornate durante le quali sono stati affrontati svariati aspetti connessi alla predazione del bestiame domestico da parte di grossi canidi, sia per quanto riguarda l'analisi necroscopica delle carcasse (diagnostica delle carcasse, problematiche di identificazione del predatore, identificazione dei casi di frode), sia per quanto riguarda il contesto sociale e normativo in cui i danni avvengono (valutazione della normativa locale in materia di indennizzo, valutazione dello stato di protezione del bestiame domestico, valutazione dell'atteggiamento degli allevatori nei confronti del predatore).

Di seguito sono riportati i link alle presentazioni utilizzate durante il corso:

Angelucci 1: http://issuu.com/festambientegr/docs/a10_-_presentazione_angelucci_1_ele

Angelucci 2: http://issuu.com/festambientegr/docs/a10_-_presentazione_angelucci_2_eco

Manghi: http://issuu.com/festambientegr/docs/a10_-_presentazione_manghi_biologia

Willy Reggioni: http://issuu.com/festambientegr/docs/a10_-_presentazione_willy_reggioni

Tra il 2014 e il 2015 i veterinari selezionati dal progetto hanno effettuato un totale di 140 sopralluoghi nelle aziende che hanno subito danni da predatori. 

AZIONE A11 - Indagine ex-ante sul livello di conoscenza e la percezione nei confronti del lupo in Portogallo

L'azione, coordinata da Grupo Lobo, consiste in una indagine ex ante sul livello di conoscenza della presenza del lupo e sulla percezione nei confronti del carnivoro, da parte della popolazione locale e dei gruppi di interesse portoghesi. Le informazioni desunte sono risultate fondamentali per impostare in maniera adeguata la campagna di comunicazione del progetto. L'azione è stata avviata nel gennaio 2013 sottoponendo alla popolazione locale, alle scolaresche e ad altri gruppi di interesse un questionario con risposte multiple. Complessivamente sono state realizzate 359 interviste così suddivise: 150 al pubblico generico, 20 a giornalisti, 52 a cacciatori, 75 a guardie di polizia e 62 ad allevatori. E' attualmente in fase di stesura il rapporto dell’attività svolta.

AZIONE A12 - Indagine ex-ante sul livello di conoscenza e la percezione nei confronti del lupo in Italia

L'azione ha previsto lo svolgimento di incontri diretti (focus group) con gli allevatori in sostituzione delle interviste inizialmente previste. Tali incontri hanno rappresentato un’opportunità per confrontare punti di vista diversi: gli allevatori, in particolare, sono stati messi nella condizione di sentirsi parte di un percorso condiviso per arrivare alla formulazione di proposte concrete, che sono state sottoposte alla Provincia di Grosseto.
Il territorio è stato suddiviso in distretti (4 aree complessive), in cui sono stati convocati gli allevatori attraverso l’importante mediazione delle associazioni di categoria.
L’azione è stata articolata in due fasi distinte: una prima fase dedicata all’ascolto dei problemi degli allevatori nei confronti della presenza dei predatori e una seconda fase in cui le proposte degli allevatori, emerse nel primo ciclo di incontri, sono state discusse da personale tecnico e politico della Provincia in relazione alla loro fattibilità e realizzazione nel breve, medio e lungo periodo. Al secondo ciclo di incontri hanno partecipato l’Assessore alla agricoltura della Provincia di Grosseto ed il responsabile del Servizio Sviluppo rurale; è stato inoltre coinvolto il dott. Duccio Berzi, che da diversi anni collabora con la provincia di Grosseto nella implementazione di strumenti per la prevenzione dei danni al bestiame domestico.
L’azione ha rappresentato un'opportunità per considerare punti di vista diversi e per attivare un confronto diretto tra mondo agricolo ed amministrazione provinciale.
A seguito dei focus group è stato organizzato un incontro finale con la partecipazione di tutti i partner del progetto, con l’obiettivo di indirizzare le azioni future, in particolare quelle di comunicazione, sulla base dell’ analisi dei risultati ottenuti dai due cicli di incontri con gli allevatori.
Scarica qui sotto la documentazione relativa all’Azione A12.

AZIONE C1 - Selezione dei beneficiari e consegna dei cani da guardiania in Portogallo

La selezione delle aziende beneficiarie dei cani da guardiania è stata effettuata sulla base dei risultati dell’Azione A3, e sulla base dei seguenti criteri: livello dei danni subiti, eventi di surplus Killing, l’interesse a ricevere un cane, la modalità di gestione del bestiame e la specie e il numero di capi allevati.

31 cani cuccioli di razza Monti Estrela (nella proposta ne erano previsti 15-20) sono stati affidati a 16 aziende zootecniche: 9 aziende ovine (80-600 capi media 238), 6 aziende bovine (30-100 capi, media 77) e un allevamento di asini (8 capi). A 7 aziende sono stati affidati 2 o più cuccioli, mentre le altre 9 aziende hanno ricevuto un solo cucciolo. Il primo cucciolo è stato consegnato il 7/2/2014 mente l’ultimo il 21/08/2017.

9 cani sono morti o scomparsi ad un’età compresa tra i 3 e i 30 mesi, mentre 1 maschio è stato allontanato dal gregge perchè l’allevatore sospettava che avesse ucciso delle pecore.

E’ stato effettuato un monitoraggio mensile dei cani per seguire il loro sviluppo fisico e comportamentale, il loro stato sanitario e le condizioni in cui venivano allevati.

Il progetto ha provveduto all’assistenza veterinaria per il primo anno di vita dei cani e alla loro alimentazione fino a 2 anni d’età.

AZIONE C2 - Selezione dei beneficiari e consegna dei cani da guardiania in Italia

La selezione delle aziende beneficiarie si è basata sui risultati dell’Azione A4. Per assicurare l’efficacia e la trasparenza del processo di selezione una manifestazione d’interesse per ricevere le misure di prevenzione (cani e recinzioni) è stata pubblicata dalla Provincia di Grosseto il 7/10/2013. Sono state presentate 201 domande e la graduatoria finale è stata stilata considerando I seguenti paramentri: l’ammontare dei danni subiti, la localizzazione dell’azienda e la specie e il numero di capi allevati.

Nell’ambito di questa azione sono stati consegnati agli allevatori 72 cani da guardiania ad aziende presenti all’interno dell’area di progetto ma anche nelle aree limitrofe.

Escludendo i cani consegnati fuori dal territorio provnciale e quelli che sono morti, alla fine del progetto 46 cani da guardiania consegnati nell’ambito del progetto LIFE MEDWOLF erano presenti in Provincia di Grosseto.

I primi 8 cani da guardiania sono stati consegnati il 18/07/2014 mentre gli ultimi il 15/10/2017.

I cani sono stati affidati agli allevatori all’incirca a 2 mesi di età.

I cuccioli sono stati monitorati regolarmente per seguire la loro integrazione all’interno del gregge e fornire assistenza tecnica agli allevatori in caso di probelmi legati al comportamento dei cani.

Per la prima volta in Italia il comportamento dei cani da guardiania è stato monitorato attraverso l’utilizzo dei collari GPS.

Nell’ambito di questa azione il 15/09/2017 è stata creata un’associazione composta da allevatori chiamata DifesAttiva. Questa associazione è stata legalmente registrata il 31/1/2017. Lo scopo principale di DifesAttiva è quello di promuovere ‘utilizzo di sistemi di prevenzione specialmente I cani da guardiania. DifesAttiva dispone di un proprio sito internet e di una pagina facebook, e fornisce assistenza tecnica agli allevatori sul corretto utilizzo dei cani da guardiania e li aiuta nella gestione delle cucciolate promuovendo lo scambio dei cuccioli tra le aziende. DifesAttiva promuove anche la vendità dei prodotti delle aziende che impiegano correttamente le misure di prevenzione, ed ha partecipato a 48 eventi pubblici in cui ha potuto illustrare le proprie attività.

DifesAttiva ha stabilito un accordo con Almo Naturae, un’azienda che produce cibo per cani, che fornirà gratuitamente cibo per 100 cani da guardiania per tutto il 2018.

AZIONE C3 - Installazione di recinzioni come misure di prevenzione in Portogallo

Complessivamente sono stati costruiti 34 recinzioni metalliche in 19 aziende. La prima recinzione è stata costruita nel 2013 (19/06/2013) per proteggere un allevato di struzzi che aveva subito ripetuti attacchi da parte dei lupi. I criteri di selezione dei beneficiari delle recinzioni sono stati stabilititi sulla base dei risultati dell’Azione A3 e in maniena coerente con quanto fatto in Italia (Azione C4). Le variabili considerate sono state le seguenti: l’ammontare dei danni subiti, la prospettiva futura delle aziende per garantire l’utilizzo del recinto dopo la fine del progetto, la motivazione a utilizzare la recinzione, includendo la disponibilità a farsi carico dell’installazione e all’eventuale acquisto di materiali aggiuntivi, il numero e la specie di animali allevati dando la priorità agli ovini e ai bovini,

La fattibilità della costruzione del recinto in relazione alle caratteristiche del terreno e del paesaggio, le dimensioni dell'azienda agricola e la sua redditività economica

In relazione alla tipologia di gestione del bestiame e al fatto che l’allevamento bovino è di tipo estensivo, la soluzione scelta è stata quella di costruire recinzioni fisse per proteggere le vacche che dovevano partorire, i vitelli appena nati e quelli giovani durante il giorno e la notte, o l'intera mandria durante la notte. Il materiale è stato acquistato con le risorse del progetto (per un budget di circa 3.500 € per azienda), e nei casi in cui l’allevatore voleva aumentare il perimetro della recinzione, il materiale aggiuntivo è stato acquistato a sue spese. La maggior parte delle recinzioni è stata costruita tra il 2014 e il 2016. Considerando che sono stati costruiti 1-3 recinti per azienda, nei casi in cui un’azienda ha installato 3 recinzioni, la costruzione è durata fino all'inizio del 2017.

La costruzione delle recinzioni è stata effettuata degli allevatori con il supporto tecnico fornito dal personale di ESACB, in modo da coinvolgere gli allevatori  nel progetto e garantire il corretto uso e manutenzione delle recinzione e quindi la loro efficacia. L'uso e la funzionalità delle recinzioni sono stati monitorati regolarmente da parte da parte dello staff del progetto e, in alcuni casi, sono stati necessari interventi per migliorarne l'efficacia.

AZIONE C4 - Installazione di misure di prevenzione in Italia

Nell’ambito di questa azione sono stati installate 80 recinzioni in 71 aziende zootecniche. La differenza con gli obiettivi previsti nella proposta progettuale (130 recinzioni elettrificate mobili e 10 recinzioni metalliche fisse) è dovuta al fatto che la quasi totalità degli allevatori ha potato per l’installazione di recinzioni metalliche fisse che sono all’incirca 2,5 volte più costose di quelle elettrificate mobili. La selezione dei beneficiary è avvenuta con le modalità desctitte per l’Azione C2 ed una lista di potenziali beneficiary è stata stilata sulla base della manifestazione d’interesse pubblicata dalla provincia di Grosseto.

Per realizzare il maggior numero di interventi è stato fissato un budget massimo  di € 2500,00 per ciascuna recinzione.

Un sopralluogo specifico è stato realizzato presso ciascuna azienda per stabilire quale tipologia di recinzione fosse più adatta in relazione alle modalità di gestione del bestiame domestico e alle caratteristiche ambientali dell’area da recintare.

Agli allevatori sono state proposte 4 tipologie differenti di recinzioni: recinzioni m,etalliche fisse, recinzioni elettrificate fisse, recinzioni miste e recinzioni elettrificate mobili.

Dopo la costruzione della recinzione è stata effettuata una seconda visita per effettuare il collaudo della recinzione. Il primo collaudo è stato effettuato il 24/11/2014, l’ultimo il 27/03/2017. Delle 80 recinzioni installate l’86% è rappresentato da recinzioni metalliche fisse, il 2,5% da recinzioni miste, il 7,5% da recinzioni elettrificate mobili, e il 4% da recinzioni elettrificate fisse.

L’installazione della recinzione è stata effettuata dagli allevatori con l’assistenza tecnica dello staff di progetto, per coinvolgere gli allevatori sviluppo dell’azione e  renderli responsabili del corretto uso e manutenzione della recinzione.

A parte il lavoro necessario per l’installazione, nel 42% delle recinzioni gli allevatori hanno fornito a propie spese mateliale aggiuntivo (pali, cancelli, fogli di rete elettrosaldata).

Tutte le recinzioni metalliche sono state controllate ogni 6 mesi, mentre quelle elettrificate ogni 4 mesi in quanto le componenti elettriche necessitano di una manutenzione più accurata. Durante questi sopralluoghi è stato controllato il corretto uso della recinzione per verificarne l’efficacia come sistema di protezione del bestiame. Questi sopralluoghi hanno rappresentato anche un modo per stabilire un rapporto di collaborazione con gli allevatori. I principali problemi si sono riscontrati con le recinzioni elettrificate mobili, perchè spesso risultavano danneggiate dagli ungulati selvatici e in alcuni casi gli agnelli sono soffocati in quanto rimanevano impigliati nelle maglie della rete. Per questa ragione abbiamo raccomandato agli allevatori di mantenere la recinzione sempre elettrificata quando gli animali erano all’interno in modo che capissero di evitare il contatto diretto con la recinzione. Un’altra soluzione era quella di posizionare una recinzione metallica (rete da “pecora”) lung oil perimetro della recinzione elettrificata.

L’azione è stata portata a termine con successo, e riteniamo che il processo di selezione dei beneficiary, l’assistenza tecnica fornita agli allevatori, e il monitoraggio della funzionalità della recinzione possano rappresentare un esempio da seguire in futuro da partedi altri enti.

AZIONE C5 - Controllo del veleno e attività anti-bracconaggio in Portogallo

Le attività svolte hanno riguardato principalmente il coordinamento e la facilitazione dell’implementazione della strategia antiveleno sviluppata nell’ambito del Programma Antidoto Portogallo (PAP). Molte risorse sono state investite nella formazione, nell’aggiornamento e nel coordinamento dei nuclei cinofili antiveleno con SEPNA-GNR. Il nucleo cinofilo anti veleno non è stato istituito come originariamente previsto ma le azioni di controllo nell’area di progetto sono state effettuate con l’intervento di un nucleo cinofilo anti veleno spagnolo che aveva collaborato con il progetto LIFE Innovation Against Poison (LIFE09/NAT/ES/000533) e LIFE Iberlince (LIFE10/NAT/ES/000570). Un database nazionale degli eventi di avvelenamento (>400 animali, 2003-2017) e una lista di contatti sono stati compilati e aggiornati e questi dati sono stati utilizzati per elaborare un modello GIS, prodotto da Grupo Lobo, per identificare i fattori principali associati con le attività illegali e produrre una mappa del rischio della loro distribuzione sul territorio nazionale.

Nell’area di progetto, a partire dal 2003, sono stati registrati più di 50 eventi di avvelenamento che hanno coinvolto piu di 100 animali, nella maggioranza dei casi cani (63%), ma anche volpi (15%) e avvoltoi (11%). Questo significa una media di 4,4 casi di avvelenamento e 9,9 animali morti/anno dal 2003 al 2012 (prima dell’inizio del progetto) e 1,5 casi e 2,5 animali morti/anno alla fine del progetto (2016-2017) con una riduzione rispettivamente del 66% e del 75%.

 

AZIONE C6 - Controllo del veleno e attività anti-bracconaggio in Italia

Nell’ambito di questa azione come previsto nella proposta progettuale sono state istituite 2 squadre anti-bracconaggio e 1 nucleo cinofilo anti-veleno con 2 cani molecolari. L’azione è stata implementata sotto la responsabilità dei Carabinieri Forestale. Una volta che le 2 squadre anti-bracconaggio sono state istituite, hanno cominciato a effettuare specifiche ispezioni sul territorio provinciale. Complessivamente sono state effettuate 28 ispezioni in 10 comuni differenti.

Il nucleo cinofilo anti-veleno è stato istituito nella Riserva Statale della Marsiliana. Due cani molecolari sono stati acquistati e addestrati in Andalusia per il primo periodo.

Il primo cane è stato consegnato a Giugno 2016, con un corso di addestramento specifico per I conduttori che è durato 3 settimane. A Settembre 2016 è stato consegnato il secondo cane ed è cominciata una nuova sessione di addestramento. A questa sessione di addestramento hanno partecipato conduttori di cani afferenti al altri progetti LIFE (LIFE MIRCO-lupo e LIFE PLUTO). Questo ha rappresentato un’occasione importante per favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze tra i conduttori dei cani  soprattutto per affrontare i casi più complessi.

Il nucleo cinofilo anti-veleno ha raggiunto l’effettiva operatività a partire da ottobre 2016, e ha cominciato le sue attività che ha incluso attività ispettive regolari, attività d’ispezione preventive,  e attività ispettive d’urgenza in seguito a specifiche segnalazioni.

 

AZIONE D1 – Valutazione dell’efficacia delle strutture di prevenzione e dei cani da guardiania in Portogallo

La valutazione dell’efficacia delle misure di prevenzione è stata effettuata sia in Italia che in Portogallo tramite diversi approcci:

  • Approccio epidemiologico

Abbiamo effettuato un confronto nel periodo di 1 anno di monitoraggio, tra aziende “trattamento” e aziende “controllo”, dove le aziende trattamento sono quelle che hanno ricevuto una recinzione, quelle controllo sono quelle senza misure di prevenzione

  • Approccio B.A.C.I.

Abbiamo effettuato un confronto sull’ammontare dei danni e il numero degli animali morti prima e dopo l’installazione delle recinzioni e dell'adozione dei cani da guardiania

  • Soddisfazione degli allevatori

Abbiamo effettuato un’indagine per capire l’opinione degli allevatori sulle recinzioni e i cani da guardiania. Quando si analizza il conflitto tra il lupo e le attività umane bisogna tenere presente che non è solo una questione di numeri ma è fondamentale considerare l’opinione di chi è direttamente coinvolto dalle predazioni sul bestiame.

 

In Portogallo, l’analisi del confronto tra il numero medio di attacchi nel periodo 2013-2016 (95,5) e quello del 2017 (55), nell’ultimo anno di progetto quando le recinzioni erano tutte in funzione, mostra che si è registrata una riduzione del 42,4%.

Considerando il numero complessivo di mesi in cui le recinzioni erano in funzione e quello precedente quando le recinzioni non erano state ancora in funzione, si osserva una significativa riduzione del numero medio di attacchi/azienda/mese dell’83% e dell’88% se consideriamo il numero medio di animali morti.

Durante il periodo di osservazione di 1 anno, nel quale abbiamo registrato le condizioni nelle quali sono avvenute gli attacchi nelle aziende trattamento e controllo, solo un’azienda trattamento ha registrato dei danni (5 attacchi per 20 pecore morte) che sono avvenuti quando gli animali si trovavano al di fuori del recinto.  Dimostrando l’efficacia delle recinzioni come protezione del bestiame durante la notte.

Nel caso dei cani da guardiania la riduzione del numero di animali morti è stata maggiore del 60%.

I dati sull’opinione degli allevatori sull’efficacia delle misure di prevenzione sono state registrate attraverso un questionario sottoposto a 19 allevatori (beneficiari soprattutto delle recinzioni). La maggioranza degli intervistati (53%) ha risposto che le recinzioni e i cani da guardiania rappresentano un sistema efficace per ridurre i danni, il 63% ha considerato il progetto LIFE MEDWOLF un’ottima iniziativa, e il 79% era consapevole del lavoro sviluppato dal progetto per l’affidamento di recinzioni e cani da guardiania ad altri allevatori.

Complessivamente questi risultati dimostrano una significativa riduzione dei danni, indicando la fattibilità dell’implementazione di entrambe le misure in alcune aziende, e il loro potenziale nel mitigare il conflitto se correttamente utilizzate. Sussidi per l’impiego dei cani da guardiania (sebbene limitati) esistono, ma incentivi per l’installazione delle recinzioni dovrebbero essere istituiti per compensare i costi e il lavoro aggiuntivo richiesto, così come l’assistenza tecnica necessaria per un loro corretto utilizzo.

AZIONE D2 - Valutazione dell'efficacia delle strutture di prevenzione e dei cani da guardianìa in Italia

La valutazione dell’efficacia delle misure di prevenzione è stata effettuata sia in Italia che in Portogallo tramite differenti approcci:

  • Approccio epidemiologico

Abbiamo effettuato un confronto nel periodo di 1 anno di monitoraggio, tra aziende “trattamento e aziende “controllo”, dove le aziende trattamento sono quelle che hanno ricevuto una recinzione, quelle controllo sono quelle senza misure di prevenzione

  • Approccio B.A.C.I.

Abbiamo effettuato un confronto sull’ammontare dei danni e il numero degli animali morti prima e dopo l’installazione delle recinzioni e dell’uso dei cani da guardiania

  • Soddisfazione degli allevatori

Abbiamo effettuato un’indagine per capire l’opinione degli allevatori sulle recinzioni e i cani da guardiania. Quando si analizza il conflitto tra il lupo e le attività umane bisogna tenere presente che non è solo una questione di numeri ma è fondamentale considerare l’opinione di chi è direttamente coinvolto dale predazioni sul bestiame domestico.

Complessivamente sono stati registrati 139 attacchi al bestiame domestico durante il periodo di monitoraggio di 1 anno (95 predazioni ufficiali e 45 non denunciate). 93 (67%) eventi di predazioni si sono verificati nelle aziende controllo mentre 46 (33%) in quelle trattamento.

107 (77%) attacchi si sono verificati durante il giorno, mentre 32 (23%) durante la notte. Il 63% degli attacchi di giorno si è verificato nelle aziende controllo, il 37% in quelle trattamento. La differenza tra I due gruppi è maggiore se si considerano gli attacchi durante la notte, quando possiamo valutare il ruolo rappresentato dalle recinzioni nella protezione del gregge. Infatti l’81% degli attacchi notturni si è verificato nelle aziende controllo e solo il 19% in quelle trattamento. dei 6 attacchi verificatisi nelle aziende trattamento solo 1 è avvenuto all’interno di una recinzione, nella quale però il cancello non era correttamente installato e il predatore è riuscito a passare sotto il cancello stesso; lgli altri 5 eventi di predazione sono stati registrati su animali che erano liberi al pascolo. Lo stesso trend si osserva quando confrontiamo il numero di animali morti. Dei 367 animali uccisi 66% erano delle aziende controllo and 34% delle aziende trattamento; 272 (74%) animali sono stati uccisi durante il giorno, mentre 95 (26%) durante la notte. La percentuale di animali uccisi durante il giorno è stata del 58% nelle aziende controllo, e42% nelle aziende trattamento, mentre durante la notte è stata rispettivamente dell’81% e dell’ 11%.

Questi risultati dimostrano chiaramente che le recinzioni durante la notte svolgono un ruolo determinante nella riduzione dei danni sia per quanto riguarda il numero di attacchi che gli animali morti.

Abbiamo effettuato una valutazione dei dati secondo l’approccio B.A.C.I. considerando il numero di attacchi prima e dopo l’installazione delle recinzioni in 49 aziende.

Il periodo precedente l’installazione delle recinzioni è stato calcolato dal 1/1/2014 fino alla data del collaudo delle recinzioni effettuato dallo staff di progetto. Il period successivo all’installazione delle recinzioni è stato valutato fino al 30/09/2017.

Nel periodo prima dell’installazione delle recinzioni abbiamo registrato 137 attacchi e 324 animali uccisi in 3082 giorni (abbiamo sommato i dati per tutte le aziende), mentre nel periodo successivo sono stati registrati 83 attacchi e 188 animali uccisi in 36230 giorni.

Questo significa che la riduzione del numero degli attacchi dopo l’installazione delle recinzioni è stata del 47% e del 50% se consideriamo gli animali uccisi.

Complessivamente 163 allevatori sono stati intervistati sull’efficacia delle misure di prevenzione. Le recinzioni sono state ritenute un’efficace strumento per ridurre le predazioni dall’ 81% degli allevatori, e una percentuale simile (74% degli allevatori) ha risposto nella stessa maniera per quanto riguarda I cani da guardiania; ma la maggioranza degli allevatori ha che l’impiego delle recinzioni e dei cani da guardiania comportano un lavoro aggiuntivo nella gestione del bestiame domestico.

Tutti i diversi approcci utilizzati hanno dimostrato il successo di questa azione da differenti punti di vista.

AZIONE D3 - Valutazione delle aree di espansione della presenza del lupo in Portogallo

Nell’ambito di questa azione abbiamo stimato la distribuzione del lupo nell’area di progetto nel 2016 e abbiamo effettuato un confronto con i dati ottenuti nell’indagine effettuata nel 2013-2014.

Lo sviluppo di questa azione ha coinvolto Grupo Lobo (GL), responsabile del lavoro di campo e della raccolta dati e INIAV responsabile delle analisi genetiche. Il laboratorio CIBIO-InBIO ha collaborato per stabilire la connessione tra I nuclei dell’area di progetto e la rimanente popolazione portohese a sud defiume Douro, confrontando I campioni raccolti nell’ambito di MEDWOLF nel 2016 con quelli che loro avevano analizzato nel 2011 relativi a 3 branchi del settore occidentale.

Sono state utlizzate le stesse metologie impiegate nell’Azione A2: interviste, fototrappolaggio, ricerca segni di presenza (escrementi), la tecnica dell’ululato indotto, e l’utilizzo del cane molecolare.

Nell’area di progetto è stata stimata la presenza di 3 branchi: 1 confermato ad Almeida, (già individuato nel 2014), 1 considerato probabile al confine con la Spagna (anche questo già registrato,nel 2014) e 1 branco “nuovo” considerato probabile nell’area di Sabugal/Malcata.

Le analisi condotte da CIBIO-InBIO hanno confermato la dispersione di 2 maschi da un branco vicino (Leomil), 1 dopo il 2011 u 1 dopo il 2014. Questo conferma la connessione tra i branchi individuati nell’ambito di quest’azione e quelli del settore occidentale, che potrebbero quindi funzionare da “serbatoio” per l’area  di progetto, e per questo richiedono un’attenzione speciale.

A partire dal 2013 non sono stati registrati fenomeni d’ibridazione, nonostante la presenza di cani vaganti in tutta l’area di progetto. I risultati ottenuti sono promettenti, la presenza sui Monti Estrela, nella zona diGuarda e l’esistenza di un branco nell’area Sabugal/Malcata indicano che la specie si sta espandendo e quindi si può prevedere un trend positivo per il lupo per il prossimo futuro.

AZIONE D4 - Valutazione delle aree di espansione della presenza del lupo in Italia

La valutazione della presenza del lupo in Provincia di Grosseto è stata effettuata nel periodo Febbraio 2017-Settembre 2017. Il coordinamento tecnico e la supervisione scientifica sono stati garantiti dallo IEA e dall’Università di Roma “La Sapienza”. Complessivamente è stata stimata la presenza di 16 branchi riproduttivi, 4 branchi in cui non sono stati registrati segni di riproduzione, e 1 branco considerato probabile. Questa stima è più alta di quelle effettuate precedentemente indicando un icremento della presenza del lupo in provincia di Grosseto, sebbene le stime siano state  prodotte usando differenti metodologie.

I dati sono stati raccolti usando le tradizionali tecniche d’indagine, come la raccolta di escrementi per le analisi genetiche, il fototrappolaggio e la tecnica dell’ululato indotto. La selezione dell’area d’indagine è avvenuta sulla base del modello d’idoneità per la presenza della specie realizzato nell’ambito dell’Azione A6. Complessivamente sono state selezionate 172 celle 3x3 Km nell’area di maggiore idoeita (48% del territorio Provinciale).

Complessivamente sono stati percorsi 2220 Km per la ricerca degli escrementi. Sono stati trovati 978 escrementi, 296 sono stati inviati al laboratorio per le analisi genetiche e di questi 138 avevano una quantità di DNA sufficiente per l’identificazione dell’individuo. 63 genotipi differenti  (32 maschi e 31 femmine) tra lupi e ibridi sono stati registrati nell’area di studio.

35 fototrappole sono state posizionate all’interno delle celle di campionamento dove erano stati registrati segni di presenza della specie. Il lavoro di fototrappolaggio si è concentrato principalmente nei mesi di maggio, luglio e settembre. Sono stati realizzati 744 video/foto di lupi e in alcuni casi è stato possibile registrare i segni dell’avvenuta riproduzione all’interno del branco.

La tecnica dell’ululato indotto è stata applicata attraverso un campionamento a “saturazione” dell’area di studio, e con sessioni simultanee laddove necessario. Sono state registrate 37 risposte da parte dei lupi, e in 19 di queste è stata rilevata la presenza di cuccioli.

Per stimare l’abbondanza della popolazione di lupo, a partire dai risultati delle analisi genetiche sono stati applicati 2 modelli diversi che si basano sull’applicazione del metodo della cattura-marcatura-ricattura.

Il numero di animali presenti nell’area campionata secondo il modello ritenuto più realistico è risultato di 80  (95% CI: 50-109).

Considerando che nell’area d’indagine è stata stimata la presenza di 21 branchi di lupo, estendendo la stima all’intera area idonea presente sul territorio provinciale (secondo il modello prodotto nell’ambito dell’Azione A6) il numero dei branchi arriva a 22-24 e il numero di individui fino a 100 (intervallo: 86-115 animali).

Facendo un confronto con i risultati ottenuti nelle precedenti indagini si registra un incremento del numero di branchi rispetto al 2014  (i risultati del progetto LIFE IBRIWOLF riportano la presenza di 5 branchi riproduttivi), e al 2015 (14 branchi registrati nell’ambito della ricerca condotta da CIRSeMAF per conto della Regione Toscana, con una stima di circa 75 individui sull’intero territorio provinciale).

In conclusione vogliamo sottolineare che l’approccio metodologico seguito adottato in questo studio rappresenta un esempio da seguire in futuro non solo nell’area di progetto.

E’ stata prodotta una stima affidabile e accurate della presenza del lupo sul territorio provinciale e I risultati raggiunti possono rappresentare un punto di partenza per monitorare l’evoluzione della presenza della specie negli anni seguenti.

Azione D5 Indagine ex-post sul livello di conoscenza e attitudine verso la presenza del lupo in Portogallo

L’indagine ha replicato quella effettuata nell'ambito dell'azione A11 per consentire un confronto con i risultati ottenuti nel corso del primo anno di progetto. Complessivamente sono state effettuate 377 interviste (150 popolazione residente, 58 cacciatori, 21 giornalisti, 64 agenti della polizia ambientale). Le opinioni nei confronti del lupo sono rimaste stabili o hanno presentato piccoli cambiamenti,  mentre è stato registrato un miglioramento significativo solo tra gli agenti di polizia. Tutti i gruppi ad eccezione degli allevatori, hanno riconosciuto che i lupi hanno un ruolo importante in natura. I cacciatori non considerano il lupo un competitore per la selvaggina e la maggioranza vuole che i lupi continuino ad esistere. Sebbene un aumento delle notizie sui danni causati dal lupo sono comparse sui mezzi di comunicazione locali tra i due sondaggi, i giornalisti non ritengono che i lupi abbiano un impatto significativo sul bestiame domestico e il loro sostegno per la conservazione del lupo è risultato leggermente più forte. Il livello di conoscenza del lupo è risultato generalmente basso ma è migliorato in alcuni gruppi dopo le campagne d’informazione portate avanti dal progetto, in particolare tra gli agenti di polizia, i giornalisti, i cacciatoreie anche tra gli studenti il livello di conoscenza è aumentato dopo avere partecipato alle attività didattiche previste dal progetto.

I risultati ottenuti forniscono importanti informazioni sulla disponibilità delle persone ad accettare i lupi nelle aree di recente ricolonizzazione e forniscono alle autorità responsabili della gestione della fauna selvatica informazioni rilevanti per migliorare la qualità delle loro decisioni.

AZIONE D6 - Indagine ex-post sul livello di conoscenza e attitudine verso la presenza del lupo in Italia

Questa azione è iniziata nel marzo 2016 sotto la responsabilità di FESTAMBIENTE e si è conclusa a settembre 2017, quando la maggior parte delle attività di comunicazione erano state sviluppate.

Sono stati utilizzati due approcci separati per raggiungere gli obiettivi dell'azione:

➢ Uno studio quantitativo delle opinioni della popolazione nei confronti del lupo e della sua gestione

➢ Uno studio qualitativo delle opinioni degli allevatori e dei rappresentanti delle associazioni agricole e delle associazioni ambientaliste attraverso interviste semi-strutturate

 

Studio quantitativo

Un questionario di 36 domande è stato somministrato tramite interviste telefoniche (metodologia CATIT) a un campione casuale di 500 residenti nella provincia di Grosseto, in proporzione al numero di residenti in ogni comune. Un sottocampione composto da intervistati che attualmente possiedono bestiame o che aveva posseduto bestiame in passato (n = 74) è stato estratto dal campione di residenti  della Provincia di Grosseto per indagare le opinioni degli allevatori. Inoltre, 504 questionari sono stati somministrati a un campione casuale di residenti su scala nazionale, al fine di confrontare le variabili chiave con la popolazioni residente nella della Provincia di Grosseto.

I risultati mostrano che la popolazione rurale in provincia di Grosseto ha un atteggiamento prevalentemente positivo nei confronti della conservazione del lupo. Le strategie di mitigazione deil conflitto maggiormente supportate dalla popolazione residente sono il rimborso dei danni, le misure di prevenzione e i meccanismi generali di sostegno al settore dell'allevamento del bestiame. Gli allevatori sono stati il gruppo a mostrare gli atteggiamenti più negativi nei confronti della conservazione del lupo e ad essere il gruppo più favorevole al controllo della popolazione.

Il confronto con i dati raccolti nel 2014 mostra che le opinioni riguardanti il valore e l'importanza della conservazione del lupo sono rimaste stabili per quanto riguarda la popolazione residente e gli allevatori, in quest'ultimo caso con un leggero incremento delle posizioni favorevoli nei confronti della specie. Altri segnali positivi che emergono dal confronto con i dati raccolti nel 2014 sono un aumento della consapevolezza riguardo al fenomeno dell’ibridazione e una ridotta percezione del lupo come un rischio per la sicurezza delle personea. D'altra parte, abbiamo riscontrato un leggero aumento nel sostegno al controllo della popolazione del lupo. Questo risultato è probabilmente spiegato dai nostri risultati che suggeriscono che la popolazione del lupo e i danni che provoca al bestiame domestico sono percepiti essere in aumento.

Infine le opinioni del campione intervistato su scala nazionale sono risultate essere maggiormente favorevoli alla conservazione del lupo e significativamente meno favorevoli al controllo della popolazione rispetto a quanto riscontrato tra la popolazione residente in provincia di Grosseto.

Le tensioni culturali e le relazioni di potere che caratterizzano le divisioni allevatori-popolazione residente, e popolazione residente in provincia di Grosseto-popolazione italiana, che emergono da questo studio sono aspetti importanti da considerare quando si affrontano i conflitti che circondano la presenza del lupo e mettono in evidenza le complessità insite nello sviluppo di strategie di gestione che tutelino allo stesso modo gli interessi degli stakeholder e del pubblico generico.

 

Studio qualitativo

Sono state condotte in totale 20 interviste semi-strutturate, 3 con i rappresentanti dei partner del progetto MedWolf (2 rappresentanti delle associazioni agricole e 1 rappresentante di un’associazione ambientalista) e 17 allevatori (che sono stati coinvolti nel progetto e in Difesattiva (www.difesattiva.info) a vari livelli: partecipazione attiva, limitata, nulla). Un tema dominante che emerge è quello che descrive l'allevamento ovino come un settore isolato politicamente, economicamente e socialmente. La narrativa dell'emarginazione e della percezione della perdita del potere contrattuale emersa dalle interviste sono importanti descrittori del contesto in cui viene vissuta la presenza del lupo e sono risultate fortemente interconnesse con un gran numero di temi riguardanti il conflitto con il lupo.

I risultati dimostrano che gli allevatori hanno una base comune di valori, infatti tutti hanno dichiarato che sono contrari alla presenza del lupo o quanto meno vorrebbero una drastica riduzione della popolazione; tuttavia hanno opinioni contrastanti sul ruolo delle misure di prevenzione dei danni. Alcuni considerano che, nella situazione attuale, le misure di prevenzione siano il solo sistema per continuare a svolgere l’attività zootecnica; altri invece considerano la prevenzione del danno come una misura palliativa o, nei casi più estremi, un modo per evitare la soluzione più incisiva che ritengono che sia un controllo numerico della specie. Indipendentemente dal fatto che la prevenzione del danno sia considerata come un ulteriore perdita o al contrario restituzione del potere di scelta, il progettoLIFE MEDWOLF  è stato generalmente riconosciuto come un'iniziativa importante. Le azioni più apprezzate sono state infatti la fornitura di materiali e supporto tecnico per implementare le misure di prevenzione dei danni e le azioni per monitorarne l'efficacia. I risultati suggeriscono anche che la maggior parte degli agricoltori che hanno espresso scetticismo nei confronti del progetto sulla base del fatto che includeva la conservazione del lupo tra i suoi obiettivi, considera comunque molte delle azioni del progetto utili e necessarie. Gli approcci scientifici, pratici e collaborativi del progetto sono stati identificati dai partner del progetto come elementi che hanno consentito a gruppi con idee diverse di lavorare insieme per obiettivi comuni.

I partner del progetto e molti allevatori hanno anche affermato che le iniziative del progetto LIFE MEDWOLF e DifesAttiva sono state importanti per: favorire lo scambio di esperienze tra gli allevatori, aprire il settore dell'allevamento ovino a nuove idee, e a stabilire e favorire un dialogo con la popolazione residente e le associazioni ambientaliste più moderate. Dopo aver partecipato alle iniziative del progetto, alcuni allevatori hanno affermato che  è aumentata considerevolmente  la loro convinzione sull'efficacia delle misure di  prevenzione dei danni e si sono dichiarati favorevoli e interessati a sperimentare attività di eco-turismo all’interno delle loro aziende, e partecipare ad attività di promozione dei prodotti locali.

I risultati hanno evidenziato il generale apprezzamento nei confronti delle azioni implementate nell’ambito del progetto da parte della popolazione residente e degli allevatori. Anche gli allevatori che hanno espresso le opinioni più negative sul lupo hanno riconosciuto e apprezzato un approccio sempre aperto al dialogo e al confronto.

AZIONE D7 - Valutazione dell'impatto socio economico del progetto

Al fine di misurare l’impatto socio-economico del progetto e l’impatto sulle funzioni ecosistemiche nell’area di studio, abbiamo sviluppato 3 diverse tipologie di indicatori: sociali, economici e bio-ecologici.

Questi indicatori sono stati misurati su base annuale per analizzare le variazioni temporali delle variabili selezionate.

Gli indicatori sociali selezionati sono stati principalmente quelli correlati ai risultati delle attività di disseminazione.

Gli indicatori economici sono rappresentati da un diverso insieme di variabili. Abbiamo considerato l'impatto negativo del lupo sugli allevatori locali (ad esempio: danni al bestiame), ma allo stesso tempo abbiamo misurato quanto è stato fatto per contrastare questo effetto negativo, quantificando in particolare il numero di allevatori coinvolti nella fornitura di misure di prevenzione e la riduzione delle perdite causata dall'implementazione di queste misure di prevenzione.

Inoltre l'impatto economico del progetto è stato misurato anche attraverso il numero di persone contrattate per l'implementazione del progetto, le entrate per i fornitori locali di materiale necessario allo svolgimento delle azioni del progetto, i ricavi per le comunità locali provenienti dai programmi di ecoturismo sul lupo in Portogallo e in Italia .

Infine, per misurare l'impatto sulle funzioni dell'ecosistema, abbiamo stimato l’evoluzione popolazione del lupo nell'area del progetto e i risultati delle attività anti-bracconaggio. Queste variabili sono state selezionate come strumento per misurare gli effetti diretti dell'attuazione del progetto sulla conservazione del lupo.

AZIONE E1 - Realizzazione del sito web di progetto

Il sito è stato realizzato e messo online a marzo 2013 con versione italiana, portoghese e inglese. Il sito viene costantemente aggiornato con news (spesso riprese nella pagina Facebook del progetto), nuovo materiale e possiede una sezione con documentazione scaricabile da parte degli utenti. 

AZIONE E2 - Campagna di comunicazione sulla mitigazione dei conflitti in Portogallo

I principali prodotti di quest’azione sono stati:

 

Opuscoli/depliants

Sono stati prodotti un opuscolo sulla biologia della specie, e uno sull progetto MEDWOLF.

Una brochure su "I Grandi carnivori non conoscono i confini" è stata prodotta, dopo essere stata tradotta e aggiornata, ed è stata distribuita ai vistatori della mostra itinerante e ai partecipanti al workshop realizzato nell’ambito dell’azione E6.

Infine è stato realizzato un opuscolo specifico sul lupo iberico, con i risultati dell’azione A5, che è stato distribuito alle autorità locali e nazionali che si occupano della gestione della fauna selvatica, ai gruppi di interesse e ai partecipanti agli eventi organizzati dal progetto.

 

Mostra itinerante

Una mostra adattata da quella della LCIE sui grandi carnivori,è stata prodotta in cinque copie perun totale di 10-16 pannelli. Sono stati aggiunti dei pannelli specifici sul lupo iberico e sulla lince iberica e sulla realtà portoghese. La motra è stata allestita in 19 luoghi diversi.

Inoltre il progetto ha collaborato con il Museo Nazionale di Storia Naturale e Scienze dell'Università di Lisbona (MUHNAC) per la creazione di una mostra permanente sui grandi carnivori, intitolata "I re dell’ Europa selvaggia: i nostri ultimi grandi carnivori", che ha aperto al pubblico il 02/03/2017 e registrato 19.456 visitatori fino al 30/11/2017.

 

Conferenze stampa e comunicati stampa

Nell’ambito del progetto sono stati prodotti 14 comunicati stampa e 4 conferenze stampa.

 

Pannelli informativi

Sono stati realizzati 30 pannelli informativi distribuiti agli uffici del turismo di tutti i Comuni presenti nell’area di progetto,  alle sedi di diverse associazioni Enti e aree protette, cosi come a tutti i  beneficiary associati.

 

Articoli sulla presenza del lupo

Sono stati pubblicati 271 articoli su riviste quotidiani nazionali e locali, e sono state realizzate 9 interviste televisive e 13 radiofoniche su emittenti locali e nazionali.

 

Pubblicazioni scientifiche e partecipazione a congressi

Nell’ambito del progetto ci sono state 22 presentazioni e 16 poster in differenti convegni scientifici.

 

Attività turistiche nell’area di progetto

Sono stati  promossi quattro programmi di ecoturismo in 4 Comuni dell’area di progetto, e realizzati 6 tour turistici che hanno visto la partecipazione di 66 persone.

 

Kit didattico sul lupo

Il materiale didattico prodotto nell’ambito del progetto è stato distribuito a tutte (15) le scuole superiori presenti nell’area di progetto.

 

Incontri con I gruppi di interesse

Durante l’implementazione del progetto sono stati organizzati 29 incontri con i diversi gruppi d’interesse e il progetto è stato presentato in 9 diverse occasioni

AZIONE E3 - Campagna di comunicazione sulla mitigazione dei conflitti in Italia

Dopo aver istituito un gruppo di lavoro sulla comunicazione – che si riunisce periodicamente - l’azione ha previsto e prevede la realizzazione di (vedi anche la sezione "materiali" del sito):
- brochure sugli strumenti di prevenzione (aprile 2014)
- 10 copie della mostra LCIE da parte di WWF (settembre 2014)
- brochure LCIE (ottobre 2014)
- Wolf kit junior per ragazzi dai 7 ai 12 anni (novembre 2014)
- USB con materiale wolfkit destinata alle classi medie inferiori e superiori (gennaio 2015)
- 1 pannello della mostra LCIE in ristampa causa rottura (aprile 2015)
- brochure sul veleno, ristampa di depliant del progetto e della brochure sui metodi di prevenzione e produzione di gadgets (luglio 2015)
- 600 magliette per bambini distribuite durante l'evento festivo di Festambiente all'interno dell'area denominata "Città dei Bambini e delle Bambine" (agosto 2015).

Per maggiori dettagli, scarica qui sotto il resoconto dell'azione.

AZIONE E4 - Attività di networking con altri progetti LIFE e non-LIFE

Il progetto ha ricercato le migliori sinergie con altre iniziative a carattere simile. Nel dettaglio, MEDWOLF è stato presentato presso: LCIE (Large Carnivore Initiative for Europe), International Wolf Congress, LIFE Slowolf (Slovenia), LIFE Against Poison (Portogallo), LIFE Antidoto e LIFE Ibriwolf (Italia). 

Scarica qui sotto il dettaglio delle attività di networking.

AZIONE E5 - Iberian Wolf Congress

Il 4°congresso sul lupo Iberico si è tenuto a Castelo Branco dal 29 al 31 Ottobre 2016. Il congresso è stato organizzato da Grupo Lobo in collaborazione con altri Enti e associazioni portoghesi e spagnoli. L’obiettivo principale del convegno è stato quello di presentare i risultati più recenti sul lupo, sullo status della popolazione della specie e sulle strategie per la mitigazione del conflitto con le attività umane. Il convegno ha previsto 3 sezioni differenti: la biologia della specie, la dimensione sociale, la gestione e la conservazione del lupo.

Hanno partecipato all’incirca 140 persone, e sono state effettuate 39 comunicazioni orali e 26 posters. Gli atti del convegno sono stati consegnati a tutti i partecipanti e ai relatori che sono stati invitati, e sono anche scaricabili dal sito web del Convegno che ha una versione in portoghese e una in spagnolo.

AZIONE E6 - Realizzazione di workshops sulle migliori pratiche per la gestione del lupo a livello di popolazione

Nelle prime fasi del progetto Grupo Lobo ha organizzato, in collaborazione con LCIE (Large Carnivores Initiative for Europe), un workshop internazionale focalizzato sullo scambio di esperienze sull'impatto del lupo sul bestiame domestico, al quale hanno partecipato anche IEA ed ESACB (Escola Superior Agrária de Castelo Branco).

Gruppo Lobo ha inoltre partecipato alla discussione della bozza del Piano d'Azione per il lupo Iberico insieme ad ALDEIA e ai rappresentanti di 20 associazioni compresi SEPNA (Serviço de Protecção da Natureza e do Ambiente), ICNF (Instituto da Conservação da Natureza e das Florestas) e le associazioni di categoria.

Attualmente Grupo Lobo sta lavorando all’aggiornamento della versione preliminare delle “Guidelines on best practices”.

AZIONE E7 - Simposio internazionale sulla prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica

Il simposio internazionale si è svolto a Grosseto il 9/11/2017. Il simposio è stato associato a 2 workshop tecnici che si sono svolti l’8/11/2017( cfr Azione E4 e E8). I

Il simposio è stato concepito come un’occasione di confronto con coloro che si occupano degli aspetti scientifici e gestionali, e con tutti coloro che sono a vario titolo coinvolti dalla presenza del lupo specialmente in provincia di Grosseto.

Il simposio ha previsto una sessione nazionale e una internazionale ed è stato assicurato il servizio di traduzione simultanea.

Cè stata   la partecipazione di circa 250 persone tra italiani e stranieri. Gli atti del convegno e tutte le presentazioni sono scaricabili dal sito web del progetto.

Hanno partecipato le principali autorità locali e sono state presentate le buone pratiche implementate in altre regioni italiane e in Europa. Gli studenti dell'istituto Tecnico Agrario di Grosseto hanno partecipato all’ufficio stampa del progetto, mentre gli studenti dell’Istituto alberghiero di Grosseto hanno preparato il buffet.  

AZIONE E8 - Istituzione di un gruppo di lavoro internazionale per la prevenzione del danno e di un gruppo di lavoro transfrontaliero sulla valutazione della presenza e abbondanza del lupo

Nella prima fase del progetto, è stato creato un gruppo di lavoro sulla prevenzione dei danni, il Carnivore Damage Prevention - Working Group,  che vede la partecipazione dei coordinatori portoghesi e di 38 membri, ricercatori provenienti da 12 Paesi. Esso pubblica, periodicamente, CDP News (vedi la pagina nel menu a tendina)

AZIONE F1 - Attività di coordinamento e gestione del progetto

Una corretta gestione del progetto non può prescindere da un efficace coordinamento. Per questo motivo, fin dalle prime fasi, è stato creato un gruppo di coordinamento, che si riunisce periodicamente.

Scarica qui sotto il dettaglio degli incontri.

AZIONE F2 - Monitoraggio della realizzazione del progetto e valutazione della sua efficacia

L’azione ha l'obiettivo di valutare l’efficacia e l’andamento del progetto. A questo scopo, da inizio progetto sono state effettuate svariate riunioni con il supervisore scientifico ed è stata istituita la Scientific Advisory Body (SAB) al fine di controllare l’andamento delle azioni di progetto e la loro efficacia in termini di raggiungimento dei risultati previsti.

Scarica qui sotto il dettaglio delle attività intraprese.